Deliveroo, le rivendicazioni dei riders, senza alcuna tutela

Riders deliveroo

La rivolta dei Riders Deliveroo

 

I Riders di Deliveroo ,Venerdì 13 aprile in trenta tra fattorini di Torino e Milano hanno occupato gli uffici centrali di Deliveroo a Milano, in via Ettore Ponti.

Questo, con l’obiettivo di ottenere una risposta immediata alle richieste già da tempo formulate e ribadite con l’ultimo sciopero.

Richieste  dei riders delievroo, davanti alle quali la dirigenza ha sempre fatto finta di niente.

I riders sono riusciti a parlare con Matteo Sarzana, il general manager, che però ha chiamato la polizia e in poco tempo la sede è stata fatta sgomberare.

Le richieste erano state inoltrate all’azienda lo scorso 20 marzo, dopo di che l’unica risposta è stata la sospensione dello sportello riders di Torino.

Deliveroo ha deciso una novità a livello contrattuale: non più pagamenti con un fisso, ma a consegna. Contro quelle che i riders definiscono “condizioni di estrema precarietà”, l’azienda si mostra inamovibile, avendo creato anche una sorta di disuguaglianza tra loro.

“In nome della flessibilità e dell’affidabilità – che Deliveroo pretende dai suoi lavoratori, senza minimamente contraccambiare – i rider sono divisi in: privilegiati (quelli con accesso prioritario o prenotazione illimitata) e ‘tappabuchi’ (quelli costretti a racimolare le ore rifiutate dai colleghi), cottimisti e lavoratori a tempo.

Nessuno può sottrarsi dalla classificazione e dal disciplinamento della piattaforma virtuale, il cui effetto è però più che reale”, si legge in una nota che sottolinea “Deliveroo fa marcia indietro e passa al cottimo – affidabilità 0% – dichiarando che il 92% dei suoi lavoratori vorrebbe maggiori guadagni.

Invece di concedere un aumento ai suoi riders, Deliveroo sceglie quindi di scaricare tutti i rischi del mercato sui suoi lavoratori, preferendo trasformarli in lavoratori-robot che si auto infliggono ritmi di lavoro sempre più performanti ed in linea con i parametri richiesti dalla piattaforma”. Inoltre, si sottolineano i rischi del mestiere.

“Assicurazione infortuni: i dettagli dell’assicurazione con cui Deliveroo Italia copre i suoi rider in caso d’infortunio sono da sempre stati poco trasparenti.

Nonostante i numerosi rischi affrontati per le strade della città i Riders Deliveroo godono di una copertura assicurativa minima, che non tiene conto di eventuali periodi di inabilità al lavoro.

Cosa vuol dire tutto questo lo sanno bene il nostro compagno Oscar e tutti quelli che a seguito di un incidente e di diversi giorni fermi a casa senza poter lavorare si sono trovati senza retribuzione e senza alcun tipo di indennità.

Condizioni da neofeudalesimo che riportano il lavoratore in una condizione di estrema ed assoluta vulnerabilità tutta a beneficio di grandi, ricchi ed onnipotenti padroni virtuali”.

Le richieste dei riders, nello specifico, sono:

1) Le ore vengano settimanalmente distribuite in maniera equa tra tutti i riders, come dichiarato e promesso da Matteo Sarzana durante l’incontro che ha seguito la mobilitazione del 1 maggio 2017.

Ovvero che sia rivisto il sistema di assegnazione turni in modo da garantire almeno 15 ore settimanali ad ogni fattorino che ne faccia richiesta. Con la prerogativa assoluta che nessun riders resti senza nemmeno un’ora di lavoro.

2) Sia garantita a tutti i nuovi assunti facoltà di scelta tra il contratto con retribuzione oraria e quello a consegna.

3) Deliveroo si faccia carico dell’indennizzo per i danni subiti da Oscar a seguito dell’infortunio del 8 marzo 2018.

4) Deliveroo Italia fornisca ai suoi fattorini in bici un’adeguata copertura assicurativa comprensiva di indennizzo per il periodo di inabilità al lavoro.