Sicurezza dati in Rete, la falla di Facebook e i risvolti elettorali

Sicurezza dati in Rete, la falla di Facebook e i risvolti elettorali

Decine di profili utilizzati dalla società di consulenza Cambridge Analytica a scopi elettorali: il numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg, è stato convocato dalla commissione Cultura della Camera dei Comuni – la camera bassa del Parlamento del Regno Unito – per riferire sulla vicenda.

Sarebbe stato inficiato l’esito della Brexit.  Zuckerberg dovrà comparire davanti al Parlamento britannico per spiegare la falla del social network riguardo alla sicurezza dei dati personali dei suoi utenti, così nella lettera inviatagli dal presidente della commissione, il parlamentare conservatore Damian Collins.

È stato inoltre invitato al Parlamento Europeo: “Facebook deve chiarire davanti ai rappresentanti di 500 mln di europei che i dati personali non vengono utilizzati per manipolare la democrazia”, ha twittato il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. Sospetti è che sia stato invalidato anche l’ultimo voto delle Politiche in Italia.

“Non ho elementi per dire se anche nel nostro Paese sia accaduto e chi sia il destinatario di questa campagna di riconquista degli elettori e di allargamento in qualche modo viziato del consenso, però è possibile ed essendo possibile non possiamo sorprenderci se anche da noi oltre che negli Usa, in Inghilterra o in altre parti del mondo si utilizzano questi canali per la ricerca del consenso”, ha dichiarato a Radio Radicale il presidente dell’autorità per la tutela dei dati personali Antonello Soro. Ma l’esito del voto è irrevocabile.

“Non c’è mai un ritorno ha sottolineato Soro –, il momento del voto in qualunque democrazia è un momento solenne che non è revocabile, si può revocare il consenso alle elezioni successive, ma non utilizzare queste informazioni per delegittimare chi è stato eletto. La vicenda Trump insegna che tra l’altro i cittadini non apprezzano tutte queste notizie che vengono fuori il giorno dopo”.

E, intanto, negli Stati Uniti Christopher Wylie, l’ex dipendente di Cambridge Analytica che ha rivelato come la società di raccolta di dati vicina a Donald Trump abbia usato informazioni raccolte in modo illegittimo, vuole testimoniare al Congresso americano. Il suo avvocato ha infatti reso noto che l’analista informatico canadese ha accettato l’invito di Adam Schiff, il capogruppo democratico della commissione Intelligence della Camera.

La convocazione del “whistleblower”, come vengono chiamati in America i dipendenti che denunciano illeciti commessi dal governo o da società per cui lavorano, rientra negli sforzi dei democratici tesi a far continuare l’inchiesta sulle interferenze russe nelle elezioni, nonostante i leader repubblicani abbiano annunciato di aver concluso la bozza del rapporto finale.